E’ un test che misura la risolvenza del sistema obiettivo-pellicola/sensore e sino a qualche anno fa era molto usato sia dai
fotoamatori che dalle riviste specializzate, anche su internet si trovano molti siti con vari obiettivi provati.
Ormai è stato soppiantato dal test MTF (anche sull’utilità di questo ci sarebbe parecchio da dire…) che dà informazioni
sulla risolvenza al variare del contrasto e della frequenza delle mire riprodotte, quindi più completo.
La misura della risolvenza è relativamente semplice da fare tuttavia la ripetitività del test e la comparazione tra test eseguiti
sulle stesse attrezzature ma da persone diverse in ambiti diversi portano a risultati discutibili, inoltre molti obiettivi con risolvenza
simile fanno foto abbastanza diverse (diverso contrasto, resa del colore, sfocato…)
Questo è dovuto a vari motivi :
Esistono tanti tipi di mire ottiche con disegni diversi (linee convergenti, cerchietti, righe oblique…)
Il contrasto intrinseco delle mire non è sempre uguale (dipende dalla carta, dall’inchiostro usato)
Il contrasto finale dipende dalla illuminazione che usiamo nel test, qui le variabili sono infinite
l’interpretazione dei risultati non è sempre facile
la resa degli obiettivi non è costante a tutte le distanze (le mire in genere sono per 50 o 100 volte la focale dell’obiettivo)
il test non dice nulla sulla resa del colore e le aberrazioni cromatiche
un obiettivo si giudica anche da altre cose (efficacia dell’antiriflesso, distorsione, vignettatura, robustezza, resa dello sfocato…)
In particolare la bontà del trattamento antiriflesso ha molta influenza sul contrasto generale e sulla resa dei colori
(oltre ovviamente a ridurre i riflessi parassiti) facendo in pratica la differenza tra un obiettivo ed un altro che magari
hanno risolvenza simile se non uguale. E' il caso di obiettivi Tokina e Pentax dallo stesso schema ottico, i primi sono
privi del trattamento SMC adottandone un'altro più economico e secondo prove di riviste specializzate o anche su
internet sono un pò inferiori come resa.
dando per scontato che l’esecuzione del test sia fatta con la massima attenzione per evitare vibrazioni e sfocature con tante
foto per ogni diaframma, è facile vedere che le variabili in gioco sono veramente tante.
E poi quanto valgono in pratica 10 linee/mm di risolvenza in più?
Per rendere più chiaro il discorso nulla di meglio di qualche foto :
Foto 1 Foto 2
La foto 1 è stata fatta con il Pentax KA 50/1,7 la foto 2 con l' M 50/1,7 diaframma 8 per entrambe
sono gli ingrandimenti dei bordi dell'immagine sulla K10D (formato del sensore 23.5 x 15.7 mm) quindi essendo degli
obiettivi progettati per il formato pieno i due ingrandimenti sono in una zona intermedia del campo inquadrato da una reflex 24x36.
Come si può vedere è veramente difficile dire quale delle foto mostra una risoluzione migliore, tuttavia un'altro ingrandimento
delle stesse foto dove si vede un pezzo di divano (la prova l'ho fatta in casa :)) mostra delle differenze più apprezzabili :
Foto 3 Foto 4
la foto 3 è del KA e si nota un contrasto maggiore sul tessuto e sui disegni, le differenze per quanto minime
sono più apprezzabili che nelle foto delle mire.
Negli ingrandimenti delle mire si nota come il CCD in presenza di trame molto fitte appena oltre la
capacità di risoluzione introduca degli artefatti, questo nonostante la foto sia stata scattata in RAW
e "sviluppata" senza nessun miglioramento artificiale, il fenomeno comunque dipende anche dal
programma che si usa per trattare i file RAW infatti usando il programma originale pentax
sono un pochino meno evidenti ma la qualità generale della foto è meno buona.